Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) ĆØ un documento che permette di definire gli interventi atti aĀ tutelare e favorire il successo formativo degli alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali). Tra questiĀ troviamo:Ā
- Disturbi del neurosviluppo specifici: DSA (Disturbi Specifici dellāApprendimento), ADHD,Ā Disturbo del Linguaggio, disturbo dello spettro autistico lieve e altri disturbi cognitivi cheĀ possono influenzare lāapprendimento;Ā
- Condizioni ambientali di svantaggio: svantaggio socioeconomico, culturale, linguistico ecc.Ā Ā
Tra i BES, esiste anche una particolare categoria legata alle disabilitĆ : disabilitĆ intellettiva (ex ritardoĀ mentale), disturbo dello spettro autistico medio/grave, Sindrome di Down, disabilitĆ fisiche comeĀ paralisi totale o parziale, disabilitĆ sensoriali come sorditĆ o cecitĆ ecc. Questi BES hanno diritto adĀ usufruire di un documento diverso, chiamato PEI (Piano Educativo Individualizzato).
La differenzaĀ principale tra PEI e PDP, oltre ai destinatari, riguarda gli obiettivi:Ā Ā
- il PEI definisce gli obiettivi in base alle capacitĆ e potenzialitĆ dello studente, ponendoĀ attenzione allo sviluppo globale (socializzazione, comunicazione, orientamento, autonomiaĀ capacitĆ cognitive ecc.)Ā
- il PDP definisce obiettivi più specifici legati alle singole materie scolastiche per compensare leĀ difficoltĆ di apprendimento selettive dello studente (es. nella dislessia potrebbe essereĀ indicato lāuso della sintesi vocale che dispensa dalla lettura in compiti di comprensione perĀ garantire una performance equa a quella dei compagni).Ā
Il PDP nella dislessia: definizione e funzioneĀ
La dislessia ĆØ un disturbo del neurosviluppo compreso allāinterno dei DSA insieme a disortografia,Ā disgrafia e discalculia. Tuttavia, a differenza degli altri DSA citati, ostacola in modo selettivo il processoĀ di lettura, rendendolo più difficoltoso.Ā
CāĆØ da sottolineare che la dislessia (come gli altri DSA) non ĆØ una patologia, come suggerirebbe ilĀ termine ādisturboā, bensƬ una diversitĆ di funzionamento a livello cerebrale (neurodivergenza oĀ neurodiversitĆ ). Il termine ādisturboā indica proprio lāinterferenza di questa condizione diĀ neurodiversitĆ nei confronti di alcuni processi, ad esempio quello di lettura nella dislessia.Ā Ā
A questo proposito, quindi, si rende necessaria lāadozione di metodi didattici e strategie adeguate a garantire delle pari opportunitĆ di apprendimento allo studente, seguendo le sue esigenze. Il PDP ĆØ ilĀ documento elettivo per questo scopo, avente come quadro normativo il Decreto MinisterialeĀ 5669/2011 con le linee guida sui DSA, contenente diverse indicazioni sulla diagnosi e sullaĀ realizzazione di interventi didattici personalizzati. Questo DM ĆØ conseguente alla relativa legge a temaĀ DSA (Legge 170/2010) che riconosce queste condizioni e tutela il diritto allo studio di questi studenti.Ā Ā
Secondo la normativa, il PDP deve essere adottato dalla scuola su segnalazione della famiglia, inĀ seguito ad una diagnosi specialistica di un neuropsichiatra infantile o uno specialista accreditato (es.Ā psicologo). La diagnosi dovrĆ attestare la presenza di un disturbo (es. dislessia F81.0) e dovrĆ poiĀ essere presentata alla scuola per essere protocollata, ossia registrata con un identificativo e la data per assicurarne lāintegritĆ , la tracciabilitĆ , lāarchiviazione e la conservazione.
DopodichĆ© la scuola potrĆ redigere il PDP in collaborazione con la famiglia dello studente, in modo che le diverse figure possano condividere informazioni e caratteristiche sul minore. CosƬ facendo, siĀ potrĆ creare un documento capace di essere un efficace alleato per lāapprendimento del ragazzo.Ā
Il PDP va redatto entro il primo trimestre dellāanno scolastico e sottoscritto dalla rete di supportoĀ dellāalunno (principalmente scuola e famiglia, ma possono essere interpellati anche professionisti,Ā educatori e altre figure che si occupano del minore).Ā
Guida alla stesura del PDPĀ
Le linee guida del DM 5669/2011 danno un prezioso apporto rispetto alla stesura del PDP, esplicitandoĀ cosa deve contenere. Le informazioni essenziali di un Piano Didattico Personalizzato sono:Ā
- dati anagrafici e informazioni sullāalunno: nome e cognome, classe frequentata, referenteĀ scolastico, sintesi della diagnosi, presenza di interventi extrascolastici rispetto allaĀ problematica, eventi collegati alla scolarizzazione pregressa (es. bocciature) e rapporti scuola famiglia rispetto alla diagnosi;Ā
- funzionamento dellāalunno: indicazioni sui punti di forza e difficoltĆ emerse nelle varie areeĀ disciplinari, dati sulle varie abilitĆ acquisite (lettura, scrittura, calcolo, prassie, autonomia,Ā memoria, attenzione, affaticabilitĆ ecc.) e altri elementi inclusi nella diagnosi eĀ dallāosservazione degli insegnanti in classe (es. motivazione, partecipazione, consapevolezzaĀ rispetto alle difficoltĆ , atteggiamenti e comportamenti ecc.);Ā
- obiettivi didattici: traguardi specifici, realistici, misurabili e con una previsione diĀ raggiungimento (temporizzabili). Nella dislessia potrebbe essere quello di potenziare la fluiditĆ di lettura quantificando un numero di parole da leggere correttamente al minuto entro lāannoĀ scolastico oppure aumentare la capacitĆ di decodifica lavorando sulla sillabazione;Ā
- strategie didattiche e metodologiche: proposta formativa utilizzando un approccio multisensoriale (integrando materiale scritto, schemi, slide, immagini, video, audio,Ā esperienze pratiche, serious games ecc.), lavori di gruppo, tutoraggi tra pari, interventiĀ divulgativi esterni, gite culturali ecc.Ā
- strumenti compensativi e misure dispensative: i primi sono tutti quei mezzi che servono aĀ vicariare le difficoltĆ principali del minore (es. nella dislessia si potrebbe prevedere lāuso dellaĀ sintesi vocale, di audiolibri, libri ad alta leggibilitĆ , e-book, mappe concettuali ecc.). LeĀ seconde, invece, riguardano quei provvedimenti adottati per evitare o modificare delleĀ attivitĆ , in cui il minore ĆØ particolarmente carente e ritenute non essenziali nel suo percorsoĀ dāapprendimento (nella dislessia potrebbero essere lāesonero dalla lettura ad alta voce inĀ classe o presentazione di testi semplificati);Ā
- modalitĆ di verifica e valutazione: predilizione di modalitĆ in linea con le difficoltĆ dellāalunno,Ā usando ad esempio prove orali al posto di quelle scritte, interrogazioni programmate perĀ ridurre lāansia da prestazione, tempi aggiuntivi per verifiche che prevedono la lettura (es.Ā comprensione del testo) e valutazioni che tengano conto del contenuto più che alla forma.
CāĆØ da tenere sempre ben presente che il PDP ĆØ un documento modificabile e aggiornabile nel tempoĀ in base ai progressi dellāalunno. In questo ĆØ fondamentale la comunicazione tra docenti, specialisti eĀ famiglia per il monitoraggio dellāandamento e per valutare lāeffettiva applicazione e lāefficacia delĀ documento nel percorso formativo del minore.




