13 Maggio 2025

Disgrafia e scrittura manuale: quando le parole non trovano la strada 

disgrafia e scrittura manuale bambini

Per un bambino con disgrafia, la scrittura manuale può trasformarsi in un’esperienza impegnativa e  frustrante.  

Proprio perché questa neurodiversità ostacola la componente grafo-motoria (aspetto grafico delle parole per difficoltà esecutive del gesto), le lettere faticano a prendere forma. La grafia del bambino, quindi, risulterà scarsamente leggibile, disordinata, poco fluida e con tratto irregolare. 

Questa difficoltà potrebbe portare il bambino ad evitare di scrivere o a scrivere poco, proprio perché “scrivere bene” per farne capire i contenuti richiede un grosso dispendio di energie. Sebbene la mente  possa essere vivida e piena di idee, queste potrebbero non concretizzarsi per paura del giudizio e per timore di non essere compresi. 

Il bambino disgrafico ha, quindi, bisogno di ritrovare fiducia nella scrittura manuale attraverso il supporto di professionisti, della scuola e della famiglia. 

Scrivere senza paura: la fiducia come primo traguardo 

Essere disgrafici non significa solo avere una “brutta grafia”, ma si tratta di un disturbo specifico  dell’apprendimento (DSA) che compromette il gesto grafico. La compromissione della componente motoria ed esecutiva, infatti, è un fattore chiave della diagnosi

Associato ad essa, però, troviamo un impatto psicologico spesso trascurato. Il bambino disgrafico ha a che fare con un calo della fiducia in sé stesso, che influisce significativamente sull’autostima.  

La scuola italiana attuale è molto incentrata sulla letto-scrittura e i bambini devono confrontarsi ogni giorno con compiti scritti. Proprio per questo, i bambini disgrafici rischiano di dedicare molte ore al loro svolgimento, sviluppando avversione verso la scuola, verso la scrittura e verso l’apprendimento. Inoltre, se non raggiungono i risultati soddisfacenti, potrebbero maturare un forte senso di inadeguatezza. 

È importante, quindi, aiutare il bambino a costruire un senso di fiducia nelle proprie capacità e ritrovare il piacere di scrivere e apprendere. 

Interventi per la disgrafia 

Affidandosi ad un professionista, sarà possibile effettuare degli interventi di potenziamento per allenare le meccaniche di scrittura a partire dai suoi requisiti di base (componenti motorie e visuo percettive, attenzione, funzioni esecutive). Questo permetterà al bambino di riacquisire un po’ di  fiducia nelle proprie possibilità, dal momento che potrà vedere dei miglioramenti tangibili

Al tempo stesso, si possono associare degli strumenti compensativi, che hanno il vantaggio di conferire al bambino un certo grado di autonomia nei compiti (es. quaderni colorati o uso del  computer). Si tratta di mezzi che permettono di alleggerire la fatica e il carico di lavoro dell’alunno. L’utilizzo a scuola di questi provvedimenti è, però, successivo ad una diagnosi e alla redazione di un PDP (Piano Didattico Personalizzato). 

Se la disgrafia dovesse avere un impatto psicologico significativo sulla salute mentale del bambino, è  possibile affiancare un percorso di sostegno psicologico mirato alla promozione dell’autostima, alla gestione delle emozioni e al recupero del piacere nell’apprendere.

Cinque strategie per ricostruire la fiducia nella scrittura manuale 

Oltre agli interventi gestiti da professionisti ed esperti del settore, i genitori dovrebbero agevolare il lavoro in studio e a scuola attraverso il supporto familiare, giochi e piccole attività utili per far ritrovare al bambino la fiducia nella scrittura. 

1. Separare il giudizio sul contenuto da quello della forma  

I bambini potrebbero arrivare a convincersi che i loro pensieri e le loro idee abbiano meno valore, solo perché non riescono a scriverle in modo leggibile.  

È importante, quindi, che l’adulto valuti prima di tutto il contenuto, facendo sentire il bambino competente, anche se la forma grafica è imperfetta. Talvolta, un semplice “hai avuto una bellissima  idea” può diventare un potente rinforzo positivo. 

2. Creare esperienze di scrittura a bassa pressione  

L’ambiente scolastico è spesso legato al voto e a prestazioni misurabili. Per ritrovare fiducia, il bambino ha bisogno anche di spazi protetti, in cui possa sperimentarsi senza il timore del giudizio. Delle attività come:  

  • tenere un piccolo diario personale
  • inventare storie partendo da carte illustrate o dadi racconta storie  
  • scrivere lettere a personaggi immaginari 

possono essere occasioni per associare la scrittura ad un’esperienza emotivamente positiva e libera.

3. Usare la scrittura come gioco, non come prestazione  

Il gioco è un potente strumento per ridurre l’ansia da prestazione, rendere tutto più informale e stimolare la motivazione intrinseca del bambino. Alcune attività utili includono: 

  • Storie a staffetta: il genitore e il figlio scrivono una storia a quattro mani, alternandosi. Il primo  scriverà la prima parte (può essere anche una singola frase o un piccolo paragrafo) e la passerà  al bambino che dovrà continuare. Questa alternanza continuerà fino al termine della storia. È possibile essere anche in più partecipanti (es. altri membri della famiglia) per rendere tutto  più divertente. 
  • Cruciverba: il bambino potrà allenare la scrittura di parole, incasellandole all’interno di una  matrice. 
  • Tracciati o labirinti per allenare il gesto grafico e la motricità ad esso collegata
  • Scrittura su supporti diversi (sabbia, farina, lavagna, vetro appannato ecc.) o con strumenti alternativi (cere, gessi, matite, pennarelli, pittura a dita ecc.) per allenare la pressione e il tratto, oltre alla creatività. 

Attraverso il gioco, il bambino potrà percepire la scrittura come un mezzo creativo e non come una prova da superare. 

4. Valorizzare ogni progresso  

La fiducia cresce quando il bambino percepisce il riconoscimento verso i propri sforzi. Il genitore dovrebbe essere supportivo e sottolineare ogni piccolo passo in avanti: una lettera ben riuscita, una pagina più ordinata, un compito portato a termine senza opposizione. Non basta un semplice “bravo”,  ma sarebbe più educativo specificare dove avete visto un miglioramento. 

5. Condividere storie di successo  

Talvolta i bambini disgrafici credono di essere gli unici con questa difficoltà; quindi, far conoscere esperienze simili può essere d’aiuto. Racconti e storie su adulti (es. personaggi famosi o conoscenti), che hanno aggirato la disgrafia e oggi scrivono con piacere, restituiscono speranza, possibilità e la sensazione di non essere soli.

Capire come funziona la mente di tuo figlio o di tua figlia è il primo passo per aiutarlo o aiutarla davvero. Scopri il suo profilo cognitivo e trova strategie pratiche per offrirgli il giusto supporto, a casa e a scuola.

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