🏆 Develop-Players è il vincitore del Premio Intelligence++ 2026

23 Settembre 2025

Children's ADHD diagnosis: the steps well explained, from the first interview to the full assessment

Arrivare a una diagnosi ADHD bambini può richiedere tempo e attenzione. Non sempre i genitori riconoscono subito i segnali. A volte la mancanza di informazioni porta a interpretare i comportamenti solo come vivacità, altre volte è l’incertezza sul percorso da seguire a far rimandare l’avvio dell’iter diagnostico ADHD. Chiarire i passaggi è quindi fondamentale per muoversi con consapevolezza e affrontare al meglio le tappe che portano alla valutazione.

Riconoscere i segnali e scegliere il professionista

La prima fase è osservare da vicino il funzionamento del proprio bambino, cogliendo eventuali indici di ADHD nella quotidianità. Anche le figure educative – insegnanti, allenatori, baby sitter – possono offrire punti di vista preziosi, aiutando a capire come il bambino si comporta in diversi contesti.

Quando emergono dubbi più consistenti, è il momento di rivolgersi a un professionista. I professionisti possono essere raggiunti attraverso le strutture pubbliche o convenzionate con il SSN oppure attraverso centri privati.

Il percorso diagnostico è seguito da una équipe composta da neuropsichiatra infantile e psicologa/o. Logopedista o TPNEE possono essere coinvolti nel caso vi siano comorbidità con altri disturbi. Tutte le figure collaborano per offrire una valutazione completa. Il lavoro in équipe serve anche a trattare i casi complessi dove occorre comprendere tutti gli aspetti che caratterizzano il funzionamento cognitivo e relazionale della/del bambina/o e le caratteristiche delle relazioni con i genitori.

Come prepararsi alla prima visita ADHD

Prima di incontrare lo specialista è utile raccogliere informazioni da condividere:

  • esempi concreti di comportamenti difficili da gestire, tempi di comparsa e andamento nel tempo, sviluppo linguistico e motorio
  • documentazione medica, relazioni scolastiche o valutazioni già effettuate
  • storia familiare, inclusa la presenza di disturbi simili in parenti o altre informazioni rilevanti legate a gravidanza e parto

Cosa avviene durante la prima visita ADHD

La prima visita ADHD ha soprattutto una funzione clinica e conoscitiva. Generalmente comprende:

  • colloquio con i genitori, con raccolta e approfondimento delle informazioni
  • eventuale colloquio con il bambino per osservare linguaggio, attenzione e comportamento
  • richiesta di ulteriori accertamenti medici per escludere altre cause
    spiegazione dell’iter diagnostico ADHD e programmazione dei passi successivi

I test ADHD bambini nella valutazione completa

Non esiste un solo esame che definisce la diagnosi. Il percorso è multidimensionale e comprende diversi strumenti:

  • questionari standardizzati per genitori, insegnanti e bambini o ragazzi, che indagano la presenza di caratteristiche tipiche di ADHD ponendo domande sulla vita quotidiana.
  • valutazione neuropsicologica, con test cognitivi mirati a valutare le performance nelle funzioni cognitive che determinano i criteri di inclusione (che identificano i deficit tipici dell’ADHD, ovvero tutte quelle funzioni cognitive in cui ci si aspetta che la performance sia sotto la norma) e criteri di esclusione (tutte quelle funzioni cognitive in cui ci si aspetta che la performance sia nella norma)
  • osservazione clinica strutturata durante incontri e colloqui
  • esami medici o strumentali per escludere altre condizioni con sintomi che potrebbero essere simili ma che fanno insospettire di altre patologie (questi si effettuano nei casi in cui si debba prescrivere trattamento farmacologico o si debbano approfondire indagini particolari).

Tempi e risultati della diagnosi

L’iter diagnostico ADHD può durare alcune settimane, in base al caso e alle disponibilità ma di solito si prevedono 4-5 incontri. 

Alla fine della valutazione, il professionista:

  • analizza e integra i dati raccolti
  • redige la relazione diagnostica
  • comunica i risultati ai genitori e fornisce indicazioni operative
  • se necessario, prescrive una terapia farmacologica (solo il neuropsichiatra infantile può farlo)
  • propone interventi di sostegno come psicomotricità, potenziamento cognitivo o tutoraggio scolastico
  • propone interventi di sostegno alla genitorialità o di parent training per supportare i genitori.

Dopo la diagnosi: cosa fare

Se la diagnosi non è ancora chiara, può essere proposta un’osservazione più lunga o nuove valutazioni multidisciplinari.

In caso di conferma è importante attivare subito una rete di supporto intorno al bambino. La scuola deve essere informata della diagnosi attraverso il documento dello specialista, così da avviare il PDP (Piano Didattico Personalizzato) e garantire un percorso scolastico più adatto alle sue esigenze.

Understanding how your son or daughter's mind works is the first step to really helping him or her. Find out his or her cognitive profile and find practical strategies to offer him or her the right support, at home and at school.