18 Febbraio 2025

Dislessia a scuola: conseguenze sull’apprendimento e strategie per affrontarlo 

dislessia nei bambini e apprendimento scolastico

La dislessia è un disturbo dell’apprendimento (DSA) che influisce in modo significativo sulla lettura,  ostacolandola in termini di velocità e correttezza. Non è, quindi, difficile capire come questa difficoltà possa rappresentare uno scoglio nel processo di apprendimento, dove la lettura è sicuramente un elemento chiave. È opportuno, infatti, trovare delle strategie per affrontare lo studio, utilizzando  strumenti e metodi diversi da quelli tradizionali. In questo modo, i bambini con dislessia potranno affrontare la scuola con maggior successo, sviluppare al meglio le loro potenzialità e aumentare la loro autostima

Come la dislessia influisce sull’apprendimento 

L’apprendimento può essere definito come un processo di modifica del proprio comportamento in  seguito a nuove esperienze e all’interazione con l’ambiente circostante. Questo processo permette la ristrutturazione dei propri schemi mentali, confrontando le conoscenze pregresse con quelle appena acquisite.  

Nell’ambiente scolastico, l’acquisizione di informazioni avviene solitamente con metodi tradizionali che fanno ancora molta leva su lezioni frontali, lettura e scrittura. I bambini con dislessia, quindi, si trovano a dover apprendere all’interno di un contesto estremamente sfidante, perché poco compatibile con la loro neurodiversità. Le principali fragilità, che interferiscono con l’apprendimento, sono: 

1. Lettura  

La dislessia compromette la capacità di associare i grafemi (elemento scritto) ai fonemi (suono) in  modo rapido e automatico, minando il processo di decodifica delle parole. Ne consegue una: 

  • bassa accuratezza: il bambino legge commettendo molti errori (sostituzione, omissione o  inversione di lettere o sillabe); 
  • lentezza: il bambino legge con fatica, a scatti e in modo poco fluente; 

Tutto questo implica un grande investimento di energia nel processo di lettura e in termini di attenzione, sottraendo risorse alla comprensione del testo e ai suoi contenuti. 

2. Memoria di lavoro  

La memoria di lavoro possiamo definirla come archivio temporaneo di informazioni, che permette la loro conservazione (memoria a breve termine) ma, al tempo stesso, ne consente la rielaborazione. Non si tratta, quindi, di un magazzino statico, bensì di un banco di lavoro dinamico, in cui è possibile  spostare le pedine per portare a termine compiti cognitivi. 

L’automatizzazione del legame tra grafema e fonema passa proprio dalla memoria di lavoro, che  inizialmente permette di registrare tale associazione e riconoscerla ogni volta che si presenti. Nei bambini con dislessia non vi è alcuna automatizzazione, portandoli a leggere sempre come se fosse  la prima volta e obbligandoli ad un grande sforzo mentale

Questo ha ricadute sulla lettura, sulla comprensione e sull’apprendimento, proprio perché molte risorse mentali sono direzionate sul riconoscimento e distinzione dei grafemi.

3. Comprensione del testo e organizzazione delle informazioni  

La comprensione del testo è un’abilità complessa che integra i processi di decodifica del testo scritto, le competenze linguistiche e grammaticali, l’attenzione, la memoria di lavoro, il ragionamento. 

Alla luce delle lacune di decodifica e memoria di lavoro sopra citate e al dispendio di risorse verso questi processi, è chiaro come ci possano essere forti ricadute nel cogliere il significato globale del  testo, nella capacità di inferenza (ossia, di cogliere aspetti impliciti), nell’integrazione e nella sintesi di  informazioni lette e nella rielaborazione dei contenuti. 

Punti di forza dei dislessici 

I bambini dislessici, però, hanno anche diversi punti di forza su cui poter far leva ai fini dell’apprendimento. Questi alunni, infatti, possiedono: 

  • un’intelligenza nella norma e/o superiore, che permette comunque l’apprendimento  attraverso metodi didattici alternativi; 
  • una migliore visione periferica, che consente loro di cogliere più facilmente uno schema nel  suo insieme rispetto ai dettagli; 
  • una migliore memoria visiva, che permette loro di essere più bravi a memorizzare e apprendere per immagini; 
  • una particolare creatività, che consente loro di proporre collegamenti non convenzionali, nuove idee e soluzioni. 

Strategie per affrontare l’apprendimento in alunni con dislessia 

Alla luce dei punti di forza dei bambini dislessici, possiamo delineare alcune strategie utili per superare le difficoltà e supportare il loro apprendimento. Tra queste troviamo l’adozione di strumenti compensativi e dispensativi.  

Gli strumenti compensativi servono a rendere autonomo il bambino e a controbilanciare le sue lacune. Non si tratta di strumenti facilitativi, ma di mezzi che permettono al bambino di avere le stesse possibilità di apprendimento degli altri compagni. 

Per quanto riguarda la lettura può essere utile l’utilizzo di: 

  • sintesi vocale: permette la trasformazione del testo scritto in orale; 
  • ebook e audiolibri: i primi permettono al lettore di modificare alcune caratteristiche del testo per facilitare la leggibilità, mentre i secondi sono libri ascoltabili e letti da terzi; 
  • maschera: è una striscia di cartoncino con una finestra al centro che permette di focalizzarsi  su una riga per volta del testo (può essere usato anche un righello). 
  • Per quanto riguarda la comprensione e lo studio possiamo proporre l’uso di: 
  • mappe concettuali e schemi: permettono la rappresentazione grafica delle conoscenze facilitando la comprensione e la memorizzazione; 
  • serious games: videogiochi educativi come quelli sviluppati da Develop Players che permettono di apprendere determinate informazioni su una tematica; 
  • flashcards: carte che, da un lato, hanno un’immagine, una domanda o una parola chiave e, dall’altra, una descrizione, una risposta o una definizione. Sono utili per supportare la memorizzazione;
  • video: consentono di sviluppare conoscenze attraverso l’integrazione di immagini, musica e parlato. 

Le misure dispensative, invece, sono degli accorgimenti che sollevano l’alunno da attività per lui difficoltose e che possono sviarlo da altri obiettivi del compito. Non sono da applicare sempre, ma  solo nel caso in cui le fragilità del bambino possano interferire con la riuscita dell’attività proposta. Tra  queste troviamo: 

  • lettura ad alta voce di brani davanti a tutta la classe 
  • prove di lettura e comprensione a tempo limitato 
  • interrogazioni a sorpresa 
  • quantità eccessiva di compiti a casa.

Capire come funziona la mente di tuo figlio o di tua figlia è il primo passo per aiutarlo o aiutarla davvero. Scopri il suo profilo cognitivo e trova strategie pratiche per offrirgli il giusto supporto, a casa e a scuola.