17 Giugno 2025

Dislessia e mappe concettuali: come organizzare il pensiero e facilitare  l’apprendimento 

È ormai noto che la dislessia sia un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che ostacola in modo  selettivo la capacità di leggere in modo fluente e corretto. Questo rappresenta in ambito scolastico una sfida significativa, dal momento che la didattica si basa ancora molto sulle abilità di letto-scrittura.  

Tuttavia, esistono degli accorgimenti, che devono essere presi in considerazione quando si parla di DSA per superare alcuni limiti. Si tratta degli strumenti compensativi, grandi alleati per i compiti e lo studio. Tra questi meritano una menzione speciale le mappe concettuali, in quanto strumenti capaci di darci uno sguardo globale su una tematica. 

Cosa sono le mappe concettuali? 

Le mappe concettuali sono delle rappresentazioni grafiche che organizzano e permettono di visualizzare nell’immediato dei concetti-chiave e le loro specifiche relazioni. 

Una caratteristica fondamentale è la loro struttura gerarchica con la quale ordinano le conoscenze  fondamentali rispetto ad un argomento. I concetti principali si trovano in posizione dominante e, poi,  progressivamente allontanandosi, si troveranno informazioni subordinate. 

Ogni mappa è composta da alcuni elementi imprescindibili:  

nodi concettuali: concetti principali rappresentati da parole-chiave o brevi frasi inserite in  cornici geometriche (es. cerchi, riquadri, ellissi ecc.); 

relazioni: collegamenti tra concetti, rappresentati da linee o frecce; 

parole-legame: espressioni che specificano la connessione tra due concetti (in genere, sono  verbi o locuzioni come “include”, “è causato da”, “comporta” ecc.) 

Il concetto generale deve avere una posizione che cattura immediatamente l’attenzione, mentre le  informazioni secondarie possono essere disposte: 

ad albero: il concetto generale domina nella parte alta del foglio e i relativi dettagli si ramificano verso il basso; 

a stella: il concetto generale domina al centro del foglio e i relativi dettagli si irradiano da esso.

La scelta della struttura dipende dall’argomento e dalle esigenze di apprendimento.

La funzione e l’utilità delle mappe concettuali 

Le mappe concettuali hanno varie funzioni: 

permettono l’organizzazione delle informazioni secondo una modalità più accessibile al pensiero e alla logica; 

supportano la rielaborazione di un argomento, lavorando sul testo e trasformandolo in una rappresentazione grafica; 

facilitano la comprensione dei contenuti grazie alla loro natura visiva e globale;

favoriscono l’apprendimento profondo e la memorizzazione a lungo termine.

Sono utili proprio perché aiutano l’alunno a focalizzarsi sugli aspetti essenziali di un argomento, riducendo il carico cognitivo e il dispendio di energie. Si tratta di uno strumento trasversale e utilizzabile da chiunque per sostenere lo studio, quindi, non è un mezzo che va associato esclusivamente alle persone con neurodiversità o fragilità cognitive di varia natura. 

Perché le mappe concettuali sono particolarmente utili nella dislessia? 

Le mappe concettuali sono particolarmente indicate per la dislessia per la loro natura visiva. Le persone dislessiche, infatti, prediligono generalmente uno stile di apprendimento visivo-non verbale. Nello specifico, le qualità, che fanno di questo strumento un potente alleato nello studio, sono: 

• il ridimensionamento del testo scritto, riducendolo a semplici parole-chiave;

la possibilità di integrazione di elementi non verbali (immagini, ma anche video o audio nel caso di mappe su supporti digitali); 

la visione globale sull’argomento e sulle relazioni tra i suoi contenuti; 

l’immediata visualizzazione dei concetti prioritari e secondari attraverso la loro disposizione sul foglio (es. in alto quelli più importanti e progressivamente più in basso quelli meno  importanti) e la possibilità di evidenziare con lo stesso colore le nozioni con lo stesso valore  informativo (es. colore 1 – titolo, colore 2 – concetti prioritari, colore 3 – concetti secondari); 

Tutto questo aiuta lo studente dislessico ad organizzare le informazioni per comprendere meglio l’argomento, a sostenere la sua attenzione e memorizzazione e ad aumentare la sua autonomia nello studio. 

Come creare mappe concettuali efficaci 

La creazione di una mappa concettuale è un processo che prevede diversi passaggi:

c1) Primo approccio e focalizzazione sull’argomento  

Innanzitutto, è bene partire da una panoramica delle pagine da studiare, utilizzando gli organizzatori anticipati. Si tratta di informazioni verbali o non verbali da utilizzare prima di iniziare la fase di studio: il titolo principale, i titoli dei paragrafi, le immagini, le didascalie, gli indici testuali ecc. Questi permettono l’attivazione di conoscenze pregresse sull’argomento, la formulazione di ipotesi rispetto ai contenuti e una prima organizzazione generale delle informazioni. 

2) Lettura del testo  

La lettura del testo ci permette di avere accesso alle informazioni da studiare. Questo passaggio può essere quello più faticoso per gli studenti dislessici, quindi, potrebbe essere utile l’utilizzo della sintesi vocale (tecnologia che converte il testo in parlato) per indirizzare l’attenzione sul contenuto più che sulla decodifica del testo. È possibile integrare questa fase, cercando video, immagini, podcast o sperimentandosi nella pratica o in serious games relativi all’argomento per sfruttare più canali sensoriali di apprendimento. 

3) Evidenziazione dei concetti prioritari e secondari e individuazione delle relazioni  

L’evidenziazione dei concetti sarebbe opportuno che prevedesse l’utilizzo di colori diversi in base alla  priorità. Questa discriminazione delle informazioni in base all’importanza ci aiuterà, poi, nella costruzione della mappa. È bene, quindi, non sottolineare interi paragrafi, ma selezionare accuratamente la parola o l’insieme di parole più efficaci per rievocare un intero concetto. Inoltre, è utile anche appuntarsi le relazioni tra i vari concetti, le quali possono essere semplicemente sottolineate nel testo, quando presenti, o, in caso contrario, scritte a margine, usando verbi o locuzioni personalizzate. 

4) Scelta del supporto per la mappa  

A questo punto, bisogna chiedersi quale sia il supporto più adatto su cui costruire la mappa, ovvero l’opzione cartacea o digitale. Generalmente, è consigliabile avere il primo approccio su supporto cartaceo per capire meglio cosa significhi la gestione dello spazio, la strutturazione gerarchica e l’ideazione grafica del progetto all’interno di confini precisi. Dopodiché, è possibile tradurre la nostra esperienza sul supporto digitale, che, se usato fin da subito, potrebbe indurci a “scrivere troppo” per la natura illimitata del suo foglio. 

Questo, però, non va pensato come una procedura standard e rigida da seguire, perché esistono alcune eccezioni. Ad esempio, se un bambino dislessico è anche disgrafico o disortografico, potrebbe essere utile l’utilizzo immediato del supporto digitale, proprio per evitare inutili dispendi energetici. 

Esistono diversi software e app per creare mappe concettuali (gratuiti o a pagamento, scaricabili o da usare online). Tra questi troviamo: C-Map Tools, Algor education, Canva, SuperMappe EVO,  MindMeister, MindMup ecc. 

5) Costruzione della mappa  

Le parole-chiave selezionate con i vari colori e le relative relazioni appuntate possono essere organizzate all’interno della mappa, scegliendo la modalità grafica più efficace per la rappresentazione dei concetti. Le parole-chiave verranno rappresentate dai nodi concettuali (riquadri), i quali verranno messi in relazione attraverso collegamenti (frecce o linee) associati a parole-legame (connettore logico che spiega la natura della relazione, rappresentato da un verbo o una locuzione). Per rendere ancora più efficace la mappa, è possibile integrare ai nodi concettuali vari elementi che sostengono l’apprendimento: immagini, video, audio, approfondimenti ecc.  

A questo punto la mappa è pronta e può essere usata per affrontare un’interrogazione orale, una verifica scritta, una presentazione in classe o semplicemente per lo studio individuale di una tematica.

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