21 Maggio 2025

Strumenti compensativi e misure dispensative: cosa serve per favorire il successo  scolastico dei bambini con DSA 

due alunni, maschio e femmina, sulle scale della scuola leggono sui quaderni

Nel contesto scolastico italiano, l’inclusione degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un tema sempre più trattato. Tuttavia, per gli insegnanti non risulta sempre facile trovare i  giusti mezzi per sostenere lo studio e il successo scolastico di questi bambini e ragazzi. Talvolta, mancano le conoscenze di base relative a tali condizioni di neurodiversità, altre volte mancano il tempo e i mezzi per preparare delle risorse alternative o aggiuntive per l’apprendimento. Pertanto, i docenti preparano, generalmente, delle lezioni standardizzate, adatte alla maggioranza degli alunni, lasciando poco spazio all’accoglienza della diversità. 

Inoltre, capita spesso di trovare insegnanti che non seguono adeguatamente le linee redatte nel PDP, non comprendendo il ruolo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative esplicitati. Infatti, per gli alunni con DSA, questi provvedimenti non sono affatto dei vantaggi, ma delle disposizioni pedagogiche essenziali per garantire il diritto allo studio delle persone con DSA, nel pieno rispetto della normativa vigente. 

Breve panoramica sui DSA e sulle loro implicazioni scolastiche 

I DSA sono delle condizioni di neurodivergenza, ossia una semplice espressione della varietà umana a livello cerebrale. Non compromettono l’intelligenza, ma comunque possono influenzare in modo significativo l’andamento scolastico e le prestazioni dell’alunno. Ne esistono quattro declinazioni: 

Dislessia: ostacola specificatamente il processo di lettura; 

Disortografia: ostacola specificatamente la componente ortografica della scrittura;

Disgrafia: ostacola specificatamente la componente grafo-motoria della scrittura;

Discalculia: ostacola specificatamente il calcolo e la comprensione delle quantità numeriche. 

Il quadro normativo principale, che riconosce tali condizioni e tutela il diritto allo studio delle persone con DSA, è la Legge 170/2010. Questa supporta un successivo decreto ministeriale (DM 5669/2011)  e le Linee Guida sui DSA, pubblicate dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e aggiornate nel 2022. 

Tra i principali provvedimenti concepiti, c’è la redazione obbligatoria del PDP (Piano Didattico  Personalizzato) per gli alunni che presentano alla scuola la diagnosi di DSA. Quest’ultima dovrà essere  protocollata dall’istituto scolastico, dando così avvio al processo di creazione del documento. 

Il PDP è una carta che delinea gli obiettivi e gli interventi da adottare per sostenere lo studente nel suo percorso scolastico, esplicitando gli strumenti compensativi e le misure dispensative più utili. 

Strumenti compensativi 

Gli strumenti compensativi sono dei provvedimenti che supportano nell’immediato lo studente,  controbilanciando gli effetti negativi dei DSA sull’apprendimento. Non mirano a potenziare le abilità carenti, ma piuttosto puntano su strategie alternative che consentono di dare un certo grado di autonomia al ragazzo. Tra questi troviamo ad esempio: 

Sintesi vocale: utile nella dislessia poiché trasforma il testo scritto in parlato, facilitandone la comprensione;

Video scrittura: utile nella disgrafia e nella disortografia, poiché permette di scrivere in modo ordinato e ortograficamente corretto (grazie ai correttori ortografici integrati).

Calcolatrice: utile nella discalculia, poiché permette allo studente di concentrarsi sul processo logico più che sul calcolo; 

Smart pen: utile nella disgrafia e disortografia, poiché permette di registrare le lezioni e di recuperare informazioni mancanti negli appunti; 

Mappe e schemi: utili per i DSA in generale per organizzare lo studio in modo visivo.

Misure dispensative 

Le misure dispensative sono dei provvedimenti, che mirano ad esentare l’alunno da alcuni compiti cognitivi ritenuti disfunzionali nel breve termine. L’obiettivo è proprio quello di ridurre la fatica mentale e spostare le risorse su altri processi. Ad esempio, l’alunno discalculico potrebbe essere esentato dal calcolo mentale o scritto per consentirgli di usare le risorse mentali a favore della comprensione del problema, della logica, del problem-solving e del ragionamento. A tal proposito, si affianca l’uso della calcolatrice (strumento compensativo) per assolvere il calcolo. 

Tra le misure dispensative principali ci sono: 

Esonero dalla lettura ad alta voce in classe (nella dislessia

Esonero dal calcolo mentale o dalla memorizzazione delle tabelline (nella discalculia)

Esonero da prove di velocità di scrittura o copiatura dalla lavagna (nella disgrafia) 

Esonero da prove di correttezza ortografica (nella disortografia)  

Proprio perché non promuovono l’autonomia dell’alunno, queste misure andrebbero ridotte al minimo o, comunque, affiancate a strumenti compensativi. 

Verifiche semplificate e valutazioni su misura 

All’interno del PDP dovrebbero essere esplicitati anche i metodi valutativi utilizzati. Gli alunni con DSA  potranno usufruire di: 

Verifiche ridotte o semplificate: prove scritte in cui viene diminuito il numero di esercizi da  svolgere, viene alleggerita la difficoltà dei compiti (es. esercizi di completamento) o vengono scelti formati alternativi di domanda (es. predilezione di domande a scelta multipla rispetto a  domande aperte); 

Prove programmate: verifiche o interrogazioni pianificate in modo tale da organizzare lo studio per tempo; 

Prove con tempo aggiuntivo: verifiche scritte a cui viene consentito più tempo per lo svolgimento rispetto al resto della classe; 

Prove con valutazione personalizzata: verifiche scritte o interrogazioni orali in cui i criteri di valutazione sono diversi rispetto al resto della classe (es. nella disortografia il docente potrebbe tener più conto dei contenuti rispetto alla forma); 

Prove con uso di schemi: verifiche scritte o interrogazioni orali in cui viene lasciata allo studente la possibilità di tenere sottomano le mappe concettuali o gli schemi precedentemente costruiti per lo studio. 

Inoltre, le prove devono essere strutturate in modo chiaro, con l’uso di istruzioni e consegne semplici e dirette. Anche a livello visivo devono possedere un’impaginazione ordinata e definita. È importante sottolineare che questi metodi valutativi non avvantaggiano lo studente rispetto al resto della classe, bensì gli garantiscono delle pari opportunità e una maggiore equità.

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