Molti bambini e molte bambine con dislessia dicono di non amare la lettura. Quasi mai è una mancanza di interesse: leggere può risultare faticoso, e la fatica finisce per spegnere la curiosità. Questa resistenza ha basi reali: la decodifica può essere lenta e dispendiosa (passare dalle parole scritte alle parole lette e integrarle nel significato del testo), può essere difficile tenere il segno, mantenere la concentrazione sostenuta già dopo poche righe, e la frustrazione può togliere la voglia di proseguire.
Per questo motivo, il punto di partenza non è “leggere di più”, ma ritrovare il piacere della scoperta. Genitori, insegnanti e tutor possono accompagnare il bambino o la bambina in un percorso più leggero, in cui la lettura non è percepita come un compito da portare a termine, ma come un momento di immaginazione, connessione e condivisione.
Nei primi anni si può iniziare con esperienze semplici e coinvolgenti che alleggeriscono l’approccio: ascoltare una storia, guardare un breve video tratto da un libro, sfogliare insieme un albo illustrato o un fumetto. Questi formati, che uniscono parole e immagini, aiutano a entrare nel mondo delle storie in modo naturale e senza pressione.
Poco alla volta, quella curiosità può trasformarsi in un nuovo modo di vivere la lettura, più sereno, personale e autentico. Perché questo accada è importante la presenza di una persona adulta (un genitore in primis, ma anche chi supporta nei compiti) che affianchi il bambino o la bambina e dedichi tempo a un momento di condivisione prezioso. Sappiamo che i ritmi quotidiani sono serrati: proprio per questo anche tempi brevi ma regolari fanno la differenza. Il fatto che il genitore scelga di esserci comunica valore, disponibilità e supporto in un’attività che spesso viene percepita come faticosa.
Perché la lettura è importante anche per chi ha la dislessia
La dislessia non implica un deficit di intelligenza né, di per sé, una ridotta capacità di comprendere il testo: riguarda soprattutto la decodifica (riconoscimento, accuratezza e rapidità nella lettura delle parole). Una bambina o un bambino con dislessia può faticare a riconoscere le lettere o a leggere in modo scorrevole, ma può avere una grande immaginazione, curiosità e sensibilità per le storie e per i libri. La comprensione del significato può essere buona; può risultare più difficile solo quando la fatica di decodifica assorbe molta energia.
Favorire la lettura significa più che “allenare una competenza”: vuol dire aprire porte a linguaggi, emozioni e punti di vista. Leggere — anche poco alla volta — aiuta ad ampliare il vocabolario, sostenere la comprensione del testo, la memoria e l’attenzione e, soprattutto, può rafforzare la fiducia del bambino o della bambina nelle proprie possibilità.
Quando la lettura diventa piacevole e accessibile, non è più una prova da superare, ma un’occasione per conoscersi, allenare l’immaginazione e crescere. Per chi ha una dislessia più marcata, leggere può voler dire leggere insieme a un adulto o leggere con il supporto di strumenti compensativi come la sintesi vocale o gli audiolibri. Con l’aumentare dell’età, i testi diventano più lunghi e complessi: in queste fasi la tecnologia può alleggerire la fatica e mantenere vivo il piacere di leggere. Che sia condivisa con un genitore quando si è piccoli, o mediata dalla sintesi vocale quando si cresce, è sempre esperienza di lettura: sono aiuti importanti per chi ha dislessia e permettono un accesso al testo più semplice e diretto.
Come scegliere i libri per bambini e bambine con dislessia
Scegliere che cosa proporre in lettura a una bambina o a un bambino con dislessia significa creare le basi per un ambiente di studio accessibile e per un rapporto sereno con la lettura. Il libro giusto può diventare uno strumento prezioso non solo per imparare, ma anche per sostenere la concentrazione e la fiducia in sé.
Quando si parla di lettura e dislessia, è utile considerare alcuni aspetti pratici — grafica, struttura, linguaggio e contenuto — che rendono il testo più accessibile. Anche nella gestione dei compiti DSA scegliere materiali adeguati fa la differenza: riduce lo stress, aumenta la comprensione e rende lo studio un momento più positivo.
Ecco alcuni criteri utili:
- Font ad alta leggibilità. Esistono caratteri progettati per facilitare la lettura in presenza di dislessia (es. Biancoenero®, EasyReading, Leggimi, Dyslexie, OpenDyslexic). Differenziano meglio le lettere simili e prevedono spaziatura più ampia tra parole e righe: per molte persone questo può favorire la scorrevolezza.
- Struttura chiara e capitoli brevi. Impaginazione ordinata, margini ampi e interlinea ariosa aiutano a mantenere l’attenzione. Anche la carta opaca o color crema riduce i riflessi visivi.
- Linguaggio semplice ma non infantile. Frasi brevi e chiare, lessico adeguato all’età e trame vicine alle esperienze reali di bambine e bambini.
- Trame coinvolgenti. Più la storia rispecchia i loro interessi, più sarà facile motivarli a leggere.
Scegliere libri ad alta leggibilità o il formato audiolibro è spesso una strategia efficace per supportare una bambina o un bambino con dislessia nei compiti e per stimolare la curiosità in modo naturale. L’obiettivo non è solo esercitarsi, ma costruire un ambiente accogliente, dove leggere diventa un gesto di libertà, non di fatica. Abituare chi legge a considerare la lettura un’esperienza piacevole e a utilizzare strumenti digitali di supporto (ad es. sintesi vocale) aiuta l’apprendimento e permette di vivere con serenità la propria difficoltà di lettura.
È importante riconoscere che la difficoltà è circoscritta alla lettura: questo aiuta ad accettarla senza negarla né sminuire la fatica che comporta.
Come scegliere i libri giusti per avvicinare alla lettura bambini e bambine con dislessia
Ogni percorso di lettura è unico, per chi ha la dislessia e, in generale, per tutte le bambine e tutti i bambini. Alcuni preferiscono testi con molte immagini; altri si appassionano ai personaggi o alle storie brevi da leggere in autonomia; altri ancora adorano semplicemente i libri che trattano gli argomenti di loro interesse.
Per favorire un percorso personale, la cosa migliore è partire dagli interessi di ciascuno, esplorandoli insieme fin da piccoli in biblioteca: si possono sfogliare i libri, sceglierne diversi da portare a casa e poi fare insieme una classifica di quelli piaciuti di più.
Non esistono libri “adatti” o “non adatti” in assoluto per i bambini con dislessia: esistono libri che piacciono e libri che non piacciono, storie avvincenti per alcuni e noiose per altri. Iniziare a dare voce ai gusti personali è un modo concreto per valorizzare l’esperienza di lettura.
Di solito i libri evocano sentimenti ed emozioni: le storie “fanno parlare” e permettono a genitori e figli di raccontarsi. Questo è particolarmente importante per chi ha dislessia e a volte fatica a esprimersi. Queste opportunità di scambio sono preziose per creare momenti di condivisione legati all’apprendimento della lettura anche fuori dalla scuola.
Queste esperienze possono iniziare ancor prima che il figlio legga in autonomia — e quindi anche prima di sapere se abbia o meno un disturbo di lettura. Sono esperienze utili a tutti e dovrebbero partire il prima possibile, con attività di prelettura. La lettura, infatti, si costruisce attraverso l’esperienza e la relazione tra il bambino e l’adulto che lo avvicina ai libri (genitore o insegnante della scuola dell’infanzia), ancor prima dell’insegnamento formale da parte dell’insegnante della scuola primaria: una relazione cruciale per il bambino.
Il contesto della scuola primaria offrirà poi un’esperienza specifica: il confronto con i pari e con l’insegnante segnerà ulteriormente il percorso di apprendimento. I vissuti in quel contesto possono evocare emozioni legate alla conferma delle proprie competenze a livello sociale e incidere sulla costruzione del sé. Quando i bambini sono piccoli, stare al loro fianco per associare la lettura a vissuti positivi e a relazioni di supporto è fondamentale per costruire un sé sicuro, capace di accettare le difficoltà e di chiedere aiuto quando serve.
All’inizio tutti incontrano difficoltà e hanno bisogno dell’adulto che li aiuta a correggere gli errori e a migliorare. I bambini con dislessia possono avere bisogno di un supporto più costante e prolungato. Partire presto con questo accompagnamento, in primis da parte dei genitori, facilita l’accettazione del bisogno di aiuto e rafforza la resilienza, cioè la capacità di reagire di fronte alla difficoltà.
Anche gli audiolibri e le versioni e-book con funzioni di lettura guidata possono essere ottimi alleati per favorire l’autonomia e migliorare la gestione quotidiana dei compiti. L’obiettivo, in ogni caso, resta lo stesso: creare un ambiente di studio accogliente, in cui leggere — con gli occhi o con le orecchie — sia sempre un’occasione per imparare e divertirsi.