16 Maggio 2024

DSA e ADHD: come possono genitori e insegnanti riconoscere i segni precoci?  

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Saper riconoscere i segni precoci dei DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e dell’ADHD (disturbo da deficit di attenzione/iperattività) può risultare difficile da parte di genitori e insegnanti quando non si è abbastanza informati su tali quadri sintomatologici e/o non si possiedono strumenti adeguati a  coglierli.  

Accorgersi dei campanelli d’allarme permette di prendere i giusti provvedimenti volti a migliorare la qualità di vita del bambino. Entrambi i disturbi, infatti, possono avere delle conseguenze  sull’autostima, l’autoefficacia e sulla motivazione degli individui.  

Le stesse figure genitoriali, talvolta, sono portate ad additare il proprio figlio come limitato, svogliato, distratto o con la testa fra le nuvole. Questi comportamenti, però, non fanno altro che peggiorare la situazione, creando un ambiente familiare svalutativo nei confronti del bambino.  

Dall’altro lato, alle volte, troviamo dei maestri o professori poco formati, che non posseggono competenze o mezzi per identificare prontamente queste condizioni. Si limitano, quindi, a descrivere  l’alunno come disattento, disobbediente, demotivato o poco sveglio, portando i genitori a ritardare la  presa in carico del bambino da parte di un professionista.  

DSA: i segni precoci

Proprio per la natura dei disturbi, legati ai requisiti dell’apprendimento (lettura, scrittura e uso dei  numeri), i DSA si riescono ad individuare con più sicurezza in età scolare. È possibile, però, cogliere alcuni campanelli d’allarme già in età prescolare osservando le modalità comunicative e di gioco del  bambino.  

Genitori e maestri possono riscontrare difficoltà:  

  • Comunicativo-linguistiche: i bambini faticano a ricordare filastrocche in rima e a costruire una  frase in modo corretto, hanno problemi nell’apprendere parole con conseguenti difficoltà nel riconoscerle, rievocarle e comprenderne il significato; 
  • Di discriminazione uditiva: i bambini faticano a identificare, elaborare e manipolare i suoni  delle parole, commettono errori nel riconoscere le lettere con pronuncia simile (f -v) e hanno

difficoltà nel sillabare;  

  • Visuo-spaziali: i bambini organizzano in modo inadeguato i giochi di costruzione (puzzle o  mattoncini), hanno scarsa pianificazione nei labirinti o nel seguire una linea da ritagliare; 
  • Motorio-prassiche: i bambini hanno un tratto grafico inadeguato e una scarsa abilità di  disegno, sia nella rappresentazione che nella riproduzione di figure, presentano goffaggine e  una carente manualità. 

A partire dal primo anno della primaria, i bambini iniziano ad imparare le basi della scrittura e della lettura. È possibile, quindi, iniziare a monitorare il modo in cui il bambino si approccia ai compiti e allo  studio, individuando altri indicatori specifici dei DSA:  

  • Difficoltà di lettura: i bambini sono lenti o sbagliano a decodificare le parole, omettendole, invertendo o aggiungendo sillabe, discriminano in modo scorretto le lettere graficamente  simili (m-n) o con orientamento opposto (b-d) e utilizzano la componente intuitiva,  anticipando la parola senza averla decifrata per intero.
  • Difficoltà di scrittura: i bambini possono avere difficoltà nel passaggio dalla parola udita a  quella scritta, facendo confusione con le lettere simili (f-v), invertendo lettere o omettendo  delle sillabe. Tuttavia, le difficoltà possono riguardare selettivamente anche la componente  grafica. Tali alunni avranno una scrittura poco leggibile con lettere o numeri dalle forme  inusuali e incerte, un’impugnatura scorretta della penna o una postura di scrittura inadeguata,  una pressione eccessiva e una gestione scorretta dello spazio sul foglio. 
  • Difficoltà d’uso dei numeri: i bambini faticano ad apprendere i concetti di base delle  operazioni, a riconoscere i segni matematici e i numeri, a conteggiare e calcolare, a  memorizzare le tabelline. 

Inoltre, una caratteristica dei DSA è l’associazione ad altri disturbi (comorbilità), come l’ADHD.  

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ADHD: segni precoci

Nel caso dell’ADHD, la natura del disturbo è neurocomportamentale con una componente attentiva  e/o iperattiva. Alcuni campanelli d’allarme possono essere riscontrati già dalla scuola materna,  soprattutto nel caso di iperattività.  

  • Agitazione e incapacità a star fermi: i bambini non riescono a controllarsi e sentono un bisogno irrefrenabile di muoversi. Non riescono a stare seduti nelle situazioni che lo richiedono e,  quando sono seduti, spesso si muovono sulla sedia. Hanno difficoltà a giocare in modo  tranquillo, sono rumorosi, loquaci e invadenti. 
  • Impulsività: i bambini tendono ad agire prima di pensare alle conseguenze, disturbano e  interrompono conversazioni o giochi, risultando fastidiosi per i compagni. Inoltre, sono  impazienti, hanno difficoltà a rispettare le regole, non distinguono il pericolo e non tollerano  la frustrazione con ripercussioni negative sull’instaurazione di relazioni sociali. 

Durante l’età scolare, invece, emerge maggiormente la disattenzione. I bambini faticano a stare  concentrati, commettono errori di distrazione e portano a termine con difficoltà i compiti. Sono  disorganizzati, dimenticano le consegne e non sono in grado di autocorreggersi. Spesso perdono o  scordano oggetti personali, apparendo sbadati e con la testa fra le nuvole. Inoltre, non sono in grado  di pianificare le attività in funzione del tempo, delle priorità o degli obiettivi da raggiungere.  

In conclusione, riconoscere questi segni precoci è sicuramente il primo passo per garantire il supporto necessario a bambini con DSA e ADHD, evitando l’innesco di atteggiamenti di rifiuto verso la scuola o  di stigma da parte di compagni. In caso di sospetto da parte di insegnanti o genitori, è bene consultare  un professionista che saprà valutare il bambino e indicare alla famiglia il percorso migliore da  intraprendere per assicurargli un futuro migliore.  

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