Il passaggio dalla scuola superiore all’università porta con sé nuove opportunità, ma anche domande concrete. Per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e per le loro famiglie, uno dei dubbi più frequenti riguarda la continuità dei supporti utilizzati durante il percorso scolastico.
La Legge 170/2010 tutela il diritto allo studio anche durante il percorso universitario. Le modalità di applicazione, però, cambiano rispetto alla scuola: all’università non viene predisposto un Piano Didattico Personalizzato, mentre gli strumenti e gli adattamenti vengono concordati attraverso i servizi dedicati dell’ateneo.
Conoscere i diritti degli studenti con DSA all’università permette di preparare in tempo la documentazione, contattare gli uffici competenti e affrontare gli esami attraverso modalità coerenti con il proprio profilo.
Quali diritti hanno gli studenti con DSA all’università?
La principale cornice normativa è rappresentata dalla Legge 170/2010. L’articolo 5 prevede per gli studenti con diagnosi di DSA strumenti compensativi, forme di verifica e valutazione adeguate e modalità didattiche individualizzate. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha inoltre chiarito che gli atenei sono tenuti a prevedere misure a tutela del diritto allo studio anche durante il percorso universitario.
Le Linee Guida CNUDD, aggiornate nel settembre 2024, rappresentano il principale riferimento operativo per i servizi universitari dedicati alla disabilità e ai DSA. Il documento indica le modalità attraverso cui gli atenei possono organizzare l’accoglienza, il tutorato e il supporto agli esami.
Il supporto per la dislessia all’università mantiene invariati gli obiettivi formativi del corso di laurea. Gli adattamenti riguardano le modalità di accesso ai materiali, lo svolgimento delle prove e l’utilizzo degli strumenti necessari a compensare le difficoltà specifiche.
La diagnosi, però, non comporta il riconoscimento automatico di qualsiasi misura richiesta. Il servizio DSA analizza il profilo dello studente e individua, insieme ai docenti, le soluzioni compatibili con gli obiettivi dell’insegnamento.
Cosa chiariscono le Linee Guida ISS sulla diagnosi dei DSA negli adulti?
I DSA accompagnano la persona anche nell’età adulta, sebbene le manifestazioni possano cambiare nel tempo grazie alle strategie di compensazione sviluppate durante lo studio e la vita quotidiana.
La Linea Guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gestione dei DSA, pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida nel gennaio 2022, ha aggiornato le raccomandazioni cliniche e ha affrontato in modo specifico il tema della diagnosi negli adulti e delle procedure validate disponibili per la valutazione.
Questo passaggio è particolarmente importante per chi arriva all’università senza una diagnosi precedente. Le difficoltà possono infatti emergere con maggiore evidenza davanti alla quantità di materiale da studiare, alla necessità di organizzare autonomamente il lavoro o alla rapidità richiesta durante gli esami.
Una valutazione in età adulta deve ricostruire il funzionamento della persona e analizzare le abilità coinvolte nella lettura, nella scrittura o nel calcolo. La diagnosi può così permettere allo studente di comprendere meglio le difficoltà incontrate e di accedere alle tutele previste dalla normativa.
Quando bisogna rinnovare la diagnosi DSA per l’università?
La domanda su quando rinnovare la diagnosi DSA per l’università richiede una risposta più articolata rispetto alla semplice distinzione tra documenti rilasciati prima o dopo i diciotto anni.
Le Linee Guida CNUDD 2024 precisano che la validità delle certificazioni può dipendere anche dalle normative della Regione nella quale è stata rilasciata la diagnosi. Ogni ateneo deve quindi considerare le disposizioni regionali applicabili al documento presentato.
In generale:
- se la diagnosi è stata redatta quando la persona era minorenne, deve essere aggiornata dopo tre anni dalla data di rilascio, salvo diverse disposizioni regionali o proroghe previste dalla normativa vigente
- se la diagnosi è stata effettuata dopo il compimento dei diciotto anni, il suo aggiornamento non è obbligatorio.
È comunque necessario leggere con attenzione il bando di ammissione e le indicazioni pubblicate dall’università. Per alcuni test di ingresso possono essere previsti termini, moduli o requisiti documentali specifici.
La certificazione deve riportare chiaramente il DSA diagnosticato, i relativi codici nosografici e le informazioni utili a comprendere il profilo individuale. Una diagnosi molto sintetica o priva degli elementi richiesti potrebbe rendere necessario un approfondimento prima dell’attivazione dei supporti.
A chi rivolgersi per una diagnosi o un aggiornamento?
La diagnosi può essere effettuata attraverso i servizi del Sistema Sanitario Nazionale oppure presso strutture e professionisti privati autorizzati o accreditati, secondo quanto previsto dalla normativa della propria Regione.
È utile avviare il percorso con anticipo rispetto all’immatricolazione o al test di ammissione. I tempi di accesso ai servizi possono essere lunghi e la procedura universitaria richiede spesso che la documentazione sia caricata entro una scadenza precisa.
Nel caso di una diagnosi già presente, prima di richiedere un aggiornamento conviene contattare il servizio DSA dell’università scelta. L’ufficio può indicare se il documento rispetta i requisiti richiesti o se occorre integrare alcune informazioni.
Come funziona lo sportello DSA dell’ateneo?
Lo sportello DSA dell’ateneo può assumere denominazioni diverse, come Servizio disabilità e DSA, Ufficio inclusione o Servizio per studenti con esigenze specifiche.
Le Linee Guida CNUDD attribuiscono a questi servizi un ruolo centrale nell’analisi dei bisogni e nella definizione delle misure di supporto. Gli uffici lavorano sotto il coordinamento del delegato o della delegata del Rettore per la disabilità e i DSA.
Il servizio può occuparsi della verifica della documentazione, dell’orientamento sulle procedure e del confronto con i docenti. In alcuni atenei mette inoltre a disposizione forme di tutorato specializzato, strumenti tecnologici o materiali accessibili.
Le procedure cambiano tra un’università e l’altra. Alcuni atenei consentono di caricare la diagnosi durante l’immatricolazione, mentre altri richiedono una domanda separata attraverso il portale dedicato. Per questo è importante consultare la pagina ufficiale del servizio e controllare le scadenze previste.
Quali misure compensative si possono richiedere all’università?
Le misure compensative all’università per i DSA vengono individuate in base alle caratteristiche dello studente, alla struttura dell’esame e agli obiettivi della disciplina.
Le Linee Guida CNUDD 2024 indicano, a titolo esemplificativo, la possibilità di usare un computer con correttore ortografico, ricevere la prova in formato digitale o utilizzare un programma di lettura vocale. Possono essere autorizzati anche la calcolatrice, le tabelle, i formulari e le mappe concettuali, quando risultano coerenti con le competenze che l’esame deve verificare.
Tra le modalità applicabili rientrano inoltre:
- un tempo supplementare fino a un massimo del 30%;
- una riduzione quantitativa della prova scritta, mantenendo invariato il livello delle richieste;
- la suddivisione della materia in più prove parziali;
- una valutazione maggiormente concentrata sui contenuti quando la correttezza ortografica non costituisce l’obiettivo dell’esame.
La presenza della diagnosi, da sola, non rende tutte queste misure automaticamente disponibili. Ogni richiesta viene valutata in relazione al profilo dello studente e alle finalità dell’insegnamento.
Anche gli strumenti già utilizzati durante la scuola devono essere nuovamente concordati con il servizio universitario. L’ateneo può autorizzarli, adattarli al nuovo contesto oppure individuare modalità differenti.
Uno studente con DSA può sostenere un esame orale al posto dello scritto?
Il rapporto tra DSA ed esame orale va valutato in base alla struttura della prova e alle abilità dello studente.
Le Linee Guida CNUDD prevedono la possibilità di sostenere un esame orale invece di uno scritto, oppure uno scritto invece dell’orale, tenendo conto del profilo individuale. Questa possibilità deve però essere compatibile con gli obiettivi formativi dell’insegnamento.
L’esame orale, quindi, non rappresenta una misura concessa automaticamente a tutti gli studenti con dislessia. Se la prova scritta è indispensabile per verificare una competenza specifica, il docente può mantenerla introducendo strumenti compensativi o modificandone il formato.
Quando un test a risposta multipla crea una barriera legata alla lettura rapida o alla gestione simultanea delle informazioni, il servizio e il docente possono valutare una diversa forma di prova scritta. In altri casi può essere prevista un’integrazione orale.
La richiesta deve essere presentata con anticipo e seguire la procedura stabilita dall’università.
Le misure valgono anche per i test di ingresso?
Gli studenti con DSA possono richiedere strumenti e adattamenti anche per i test di ammissione, rispettando le modalità indicate nel bando.
Le Linee Guida CNUDD prevedono per i candidati con DSA un tempo aggiuntivo fino al 30%. In base alla struttura della prova possono essere messi a disposizione la sintesi vocale, un tutor con funzione di lettore o una calcolatrice non scientifica. Alcuni strumenti utilizzabili durante gli esami universitari, come mappe e formulari, possono invece essere esclusi dai test di ingresso.
Per ottenere gli adattamenti è necessario inviare la diagnosi entro la scadenza prevista. La segnalazione effettuata dopo la chiusura dei termini potrebbe impedire all’università di predisporre le misure richieste.
Come attivare i supporti per i DSA all’università?
Il primo passaggio consiste nel verificare la documentazione. La diagnosi deve essere valida, leggibile e completa delle informazioni cliniche richieste.
Dopo l’immatricolazione, o durante l’iscrizione al test di ingresso, occorre individuare la pagina dedicata al servizio DSA e seguire la procedura indicata. L’ateneo può richiedere il caricamento del documento su un portale riservato oppure l’invio di una domanda specifica.
Una volta verificata la diagnosi, il servizio incontra lo studente per comprendere quali difficoltà incidono sul percorso universitario. Da questo confronto vengono definite le misure che potranno essere richieste durante le lezioni e gli esami.
Prima di ogni prova è necessario rispettare i tempi di comunicazione stabiliti dall’ateneo. Alcune università gestiscono la richiesta attraverso una piattaforma, mentre altre prevedono il contatto con il docente o con la segreteria del servizio.
In caso di difficoltà nell’applicazione delle misure approvate, lo studente può rivolgersi allo sportello DSA e al delegato o alla delegata del Rettore. Il loro compito è facilitare il confronto con il corso di laurea e verificare che le procedure previste dall’ateneo vengano applicate correttamente.
Prepararsi prima dell’immatricolazione
Conoscere in anticipo le procedure permette di affrontare il passaggio all’università con maggiore consapevolezza. Ogni ateneo organizza i propri servizi in modo diverso, ma la tutela prevista dalla Legge 170/2010 resta il punto di riferimento comune.
Prima di iscriversi è utile controllare la validità della diagnosi, leggere il bando di ammissione e consultare la pagina del servizio DSA dell’università scelta.




