Molti genitori di bambine e bambini con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) si ritrovano spesso a pronunciare la stessa frase: “Non mi ascolta mai!”. Le richieste sembrano cadere nel vuoto, le regole si dimenticano in un attimo e la giornata si trasforma in una corsa continua tra spiegazioni, rimproveri e tentativi di mantenere la calma.
Ma è davvero così? Bambine e bambini “non ascoltano” oppure siamo noi adulti a dover trovare nuovi modi di comunicazione ADHD, più adatti al loro modo di percepire e rispondere agli stimoli?.
Capire l’ADHD: la disattenzione non è “non voler ascoltare”
Il primo passo per migliorare la comunicazione ADHD è comprendere davvero la natura del disturbo. Quando un bambino o una bambina con ADHD sembra non ascoltare, non lo fa per scelta o per mancanza di interesse. La disattenzione non è sinonimo di opposizione, ma di un diverso modo di funzionare e gestire gli stimoli.
L’attenzione in chi ha l’ADHD è fragile, discontinua e facilmente attratta da suoni, pensieri o immagini. Anche se il bambino o la bambina guarda l’adulto e sembra concentrato, può “perdersi” in pochi secondi in un rumore o in un pensiero improvviso. Non si tratta quindi di mancanza di volontà, ma di una neurodiversità che richiede un approccio comunicativo più consapevole.
Capire questo aspetto cambia la prospettiva: non serve alzare la voce o punire, ma adattare il modo di parlare, costruendo un dialogo basato su empatia, flessibilità e chiarezza e anche … tanta pazienza!
1. Scegli il momento e il contesto giusto
Uno degli errori più comuni nella comunicazione ADHD è parlare al bambino o alla bambina mentre la sua attenzione è già impegnata in un’altra attività, come quando sta giocando, guardando uno schermo o è concentrato o concentrata su qualcosa di piacevole.
Ecco alcuni accorgimenti utili:
- avvicinati fisicamente, evitando di parlare da un’altra stanza
- tocca leggermente il braccio o la spalla per catturare lo sguardo
- chiedi un breve contatto visivo: “Mi guardi un attimo, per favore?”
- solo quando senti che il bambino o la bambina è davvero in ascolto, inizia a parlare
Queste semplici accortezze su come farsi ascoltare migliorano la qualità dell’interazione e riducono i momenti di tensione. Quando l’adulto comunica in modo calmo e rispettoso del ritmo attentivo dell’altro, crea le condizioni perché il messaggio venga recepito con più facilità.
2. Parla in modo chiaro, breve e concreto
I bambini e le bambine con ADHD possono avere difficoltà a mantenere l’attenzione su frasi troppo lunghe o complesse. Per rendere più efficace la comunicazione, è utile semplificare i messaggi, essere chiari e diretti.
Alcune tecniche comunicative che favoriscono la comunicazione in caso di difficoltà associate all’ADHD:
- usa frasi brevi e semplici, ad esempio: “Per favore, adesso metti le scarpe”
- evita discorsi lunghi o spiegazioni morali (“Devi imparare a essere ordinato perché…”)
- formula una richiesta alla volta: se chiedi di “vestirti, mettere la giacca e preparare lo zaino”, probabilmente il bambino o la bambina farà solo la prima cosa
Parlare con una bambina o bambino iperattivi non significa semplificare in modo eccessivo o usare un linguaggio infantile. Significa piuttosto adattare la comunicazione al loro modo di elaborare le informazioni: essere più precisi, concreti e coerenti, mantenendo sempre un tono rispettoso dell’età e delle capacità di chi ascolta.
3. Usa il linguaggio visivo e gestuale
Molti bambini e molte bambine con ADHD elaborano meglio le informazioni se vengono supportate da stimoli visivi o tattili. Integrare parole, gesti e immagini rende la comunicazione più accessibile e coinvolgente.
Alcuni esempi pratici:
- crea una tabella con le routine del mattino e della sera
- utilizza pittogrammi o simboli per ricordare i passaggi di un’attività (es. preparare la borsa per andare a pallavolo: scarpe, maglia, pantaloncini, calzini, borraccia, ginocchiere ecc.)
- proponi piccole simulazioni o esperimenti: per esempio, per spiegare il valore del denaro si può introdurre una paghetta settimanale proporzionata all’età e aggiungere piccole “spese” legate a imprevisti o regole da rispettare
Questo tipo di supporto visivo aumenta la prevedibilità della routine, aiuta a gestire la disattenzione ADHD e favorisce l’autonomia del bambino o della bambina. Ricorda che la comunicazione non riguarda solo le parole: anche il tono di voce, la postura e l’atteggiamento trasmettono messaggi importanti.
Un tono calmo, empatico e motivante funziona da “regolatore esterno” e aiuta il bambino o la bambina a ritrovare la calma e la concentrazione.
4. Trasforma il linguaggio negativo in affermazioni positive
Spesso, nel tentativo di correggere un comportamento, l’adulto utilizza frasi in forma negativa: “Non correre!”, “Non urlare!”, “Smettila di distrarti!”. Ma questo modo di parlare concentra l’attenzione proprio su ciò che si vuole evitare.
Le tecniche comunicative ADHD più efficaci si basano invece su istruzioni chiare, positive e orientate all’azione.
Alcuni esempi:
- invece di “Non urlare”, prova con “Parla con voce bassa”
- invece di “Non correre in casa”, dì “Cammina piano, per favore”
- invece di “Non lasciare tutto in disordine”, formula “Metti a posto i giochi”
Questo approccio aiuta il cervello del bambino o della bambina a concentrarsi sul comportamento desiderato, favorendo una risposta più regolata e collaborativa.
Una comunicazione ADHD positiva rafforza l’autostima, migliora il clima relazionale e riduce la frustrazione di entrambe le parti.
5. Sii coerente e prevedibile
I bambini e le bambine con ADHD si sentono più al sicuro quando vivono in un contesto strutturato e coerente. La comunicazione diventa più efficace se l’adulto mantiene regole e messaggi stabili nel tempo.
È normale cambiare tono o parole a seconda delle situazioni, ma ciò che conta è che le regole siano coerenti e non contraddittorie. Se un giorno qualcosa è vietato e il giorno dopo è permesso, il bambino o la bambina farà fatica a capire cosa ci si aspetta da lui o da lei.
Per gestire la disattenzione ADHD, può essere utile stabilire poche regole chiare, scritte e ben visibili. Ricordarle con calma, invece che con rabbia, aiuta a trasformare la comunicazione in un momento educativo e non punitivo.
La coerenza trasmette sicurezza e fiducia: due elementi fondamentali per costruire un dialogo autentico e sereno con bambini e bambine con ADHD, e per accompagnarli nella crescita con empatia, rispetto e consapevolezza.